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Le regole per gestire le intolleranze alimentari

22-08-2018 | Rubriche

Cosa sono le intolleranze alimentari? Tutte le reazioni avverse al cibo che non sono mediate dal sistema immunitario. Le allergie sono invece reazioni sostenute da meccanismi immunologici.

Le intolleranze alimentari possono essere di natura enzimatica, ovvero per incapacità di metabolizzare alcune sostanze per la carenza o la totale mancanza di determinati enzimi (l'esempio più classico è quello dell'intolleranza al lattosio); di origine tossica, attribuite ad alcuni additivi aggiunti agli alimenti (solfiti, addensanti, glutammato di sodio...); e di natura farmacologica, dovute ad un'eccessiva reattività a sostanze presenti in alcuni cibi (ad esempio caffeina, istamina, etanolo...).

Sempre più persone, convinte di presentare qualche intolleranza alimentare, si affidano a diagnosi spesso prive di solide base scientifiche, attraverso test non validati scientificamente, talvolta proposti da personale non qualificato. Questo risulta nell'eliminazione ingiustificata di alcuni alimenti con il rischio di adottare una dieta squilibrata con gravi carenze nutrizionali pericolose per gli adulti ma soprattutto per i bambini in fase di crescita.

Per fare chiarezza sul tema la Federazione dell'Ordine dei Medici e del Ministero della Salute, con la collaborazione delle maggiori Società Scientifiche, ha stilato un Decalogo per la gestione delle intolleranze alimenti: vediamo i punti fondamentali.

1) LE INTOLLERANZE ALIMENTARI NON SONO RESPONSABILI DI SOVRAPPESO E OBESITA': queste sono condizioni causate da uno stile di vita scorretto, caratterizzato da un'alimentazione eccessiva e una ridotta attività fisica.

2) NO ALL'AUTODIAGNOSI ED AI TEST EFFETTUATI DIRETTAMENTE PRESSO I CENTRI LABORATORISTICI SENZA PRESCRIZIONE MEDICA: se si sospetta un'intolleranza alimentare la prima cosa da fare è rivolgersi al proprio medico curante, che valuterà l'invio allo specialista medico competente, che sarà in grado di valutare quali indagini prescrivere per formulare la diagnosi più corretta.

3) NON RIVOLGERSI A PERSONALE NON SANITARIO E ATTENZIONE A COLORO CHE PRATICANO PROFESSIONI SANITARIE SENZA AVERNE ALCUN TITOLO: spesso vengono proposti test non validati scientificamente, erogati da figure professionali non autorizzate anche non sanitarie; solo il medico può fare diagnosi!

4) DIFFIDARE DA CHIUNQUE PROPONGA TEST DI DIAGNOSI DI INTOLLERANZA ALIMENTARE PER I QUALI MANCA EVIDENZA SCIENTIFICA DI ATTENDIBILITA': i test NON validati sono dosaggio IgG4, test citotossico, Alcat test, test elettrici (vega-test, elettroagopuntura di Voll, bioscreening, biostrengt test...), test kinesiologico, dria test, analisi del capello, iridologia, biorisonanza, pulse test, riflesso cardiaco auricolare.

5) NON ESCLUDERE NESSUN ALIMENTO DALLA DIETA SENZA UNA DIAGNOSI ED UNA PRESCRIZIONE MEDICA: l'esclusione autogestita di alimenti dalla dieta più comportare carenze nutrizionali importanti, scarsa crescita e malnutrizione nel bambino e slatentizzare disturbi alimentari. Quando si intraprende una dieta di esclusione per uno o più alimenti, devono essere fornite specifiche indicazioni nutrizionali per assicurare un adeguato apporto calorico anche in termini di micro e macronutrienti.

6) LA DIETA E' UNA TERAPIA E PERTANTO DEVE ESSERE PRESCRITTA DAL MEDICO: la dieta deve essere gestita da personale competente e qualificato (prescritta dal medico ed elaborata dal dietista), al fine di individuare precocemente deficit nutrizionali e verificare il corretto accrescimento nel bambino.

7) NON ELIMINARE IL GLUTINE DALLA DIETA SENZA UNA DIAGNOSI CERTA DI PATOLOGIA GLUTINE CORRELATA: una diagnosi di questo tipo deve essere effettuata in ambito sanitario specialistico, seguendo le linee guida diagnostiche.

8) NON ELIMINARE LATTE E DERIVATI DALLA DIETA SENZA UNA DIAGNOSI CERTA DI INTOLLERANZA AL LATTOSIO O DI ALLERGIE ALLE PROTEINE DEL LATTE: la ricerca di questo tipo di intolleranza o allergia, deve essere effettuata in ambito sanitario specialistico attraverso l'ausilio di test validati e specifici.

9) A CHI RIVOLGERSI PER UNA CORRETTA DIAGNOSI? La diagnosi deve essere fatta dal medico (di medicina generale, dietologo, pediatra, allergologo, diabetologo, gastroenterologo, endocrinologo, internista).

10) NON UTILIZZARE INTERNET PER DIAGNOSI E TERAPIA: il web e i social non possono sostituire la competenza e le responsabilità del medico nella diagnosi e nella gestione di tali problematiche.

La locandina delle "dieci regole per gestire le intolleranze alimentari" è visualizzabile al seguente link: http://www.adiitalia.net/documenti/positionpaper/DECALOGO%20locandina.pdf

di Martina Di Meglio